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L'impostazione
dei laboratori di narrazione per immagini consiste nel coniugare l'attività
espressiva di tipo estetico alla costruzione di una narrazione. Il
desiderio di fare, il bisogno di espressione che è presente
in maniera evidente in tutti i bambini ed anche, in forma più
o meno latente, negli individui adulti, è il punto di partenza
per un percorso nel campo dell'espressività artistica e narrativa.
Il laboratorio è il luogo in cui vengono offerti i mezzi, gli
spazi e l'assistenza necessari per costruire liberamente questa esperienza.
Le due dimensioni del racconto, quella narrativa e quella figurativa,
sono fatte oggetto di una elaborazione finalizzata allo sviluppo delle
capacità espressive e comunicative: il continuo rimando della
elaborazione dal piano intellettivo (descrizione con parole) a quello
sensitivo (descrizione con figure) e lo scambio dei punti di vista
che comporterà, è il mezzo per un arricchimento di ciascuno
dei due mezzi espressivi.
Una volta che avranno preso corpo attraverso la narrazione e la rappresentazione
figurata, questi scenari diventano così un nuovo grande spazio
aperto alla condivisione, il luogo in cui scambiare le diverse narrazioni
e sul quale esercitare un nuovo senso della responsabilità:
lo spazio di ognuno diventa componente indispensabile dello spazio
comune.
I temi che possono essere adottati come campi della narrazione possono
essere i più vari e di diverso genere, a seconda del contesto
in cui si opera e della composizione degli attori: l'età, il
tipo di gruppo, i tempi e le modalità del contesto in cui si
opera.
Si può partire da racconti elaborati collettivamente o individualmente
dagli stessi attori oppure stimolare la elaborazione di esperienze
autobiografiche individuali scritte o narrate oralmente, oppure da
materiali preesistenti come testi letterari od altro.
A
titolo d’esempio, ecco alcune delle tematiche proponibili:
La descrizione della propria visione di sé, intesa come estrapolazione
delle figure che connotano la propria soggettività più
segreta, cioè del modo in cui ciascuno si autorappresenta:
dai modi possibili di nominarsi, di descriversi in immagine, di vedersi
nei propri rapporti con gli altri.
La individuazione dei luoghi e degli spazi che sono stati vissuti
con maggiore senso d’appartenenza: in questo caso ad essere
oggetto di autoriflessione sarà il loro ambiente di vita.
La ricerca delle forme della vita di relazione: ai ragazzi viene chiesto
di individuare gli ambiti in cui più profondamente viene sentita
l’importanza degli altri, le modalità delle relazioni
significative di cui si sostanzia il loro vissuto.
La elaborazione in immagini di testi letterari o di storie elaborate
collettivamente, che comporta una presa di coscienza dell’importanza
della componente figurativa nella descrizione della realtà.
Può essere il punto di partenza per sperimentare la forza che
può avere una visione “estetica” di un contenuto
discorsivo e iniziare quindi a comprendere lo specifico apporto conoscitivo
che le immagini danno ad un testo scritto. In questo contesto la fase
della “illustrazione”, che usualmente viene delegata all’intervento
di un ulteriore autore,” l’illustratore del libro per
ragazzi”, è svolta direttamente dai lettori/autori che
sono chiamati in prima persona a dare corpo alle suggestioni visive
che il testo sa evocare.
In
questi laboratori viene impiegato regolarmente l'utilizzo di mezzi
multimediali per la raccolta e la sistematizzazione dei materiali
prodotti, che vengono opportunamente registrati e documentati con
mezzi fotografici e video e montati in filmati che vengono riprodotti
e distribuiti a tutti i partecipanti. La pratica della documentazione
audio e video è funzionale all'intento di mettere al centro
dell'interesse il percorso creativo: i partecipanti diventano così
in prima persona gli attori protagonisti di ciò che accade
nello spazio del laboratorio.
La restituzione del percorso condotto da ciascun partecipante del
gruppo sotto forma di materiale video è una forma di rafforzamento
dell'identità attraverso il riconoscimento del proprio operato
in un oggetto permanente che, al pari degli oggetti materiali effettivamente
prodotti, entra a far parte del proprio bagaglio personale.
Inoltre la documentazione audio e video, permettendo la visibilità
all'esterno delle esperienze condotte e quindi la loro socializzazione
al di fuori dell'ambito del gruppo, è una forma di rafforzamento
della legittimità del percorso creativo.
Il
metodo operativo di questi laboratori consiste nel fornire l'opportunità
di operare liberamente in contesti adeguati senza l'imposizione, esplicita
od implicita, di schemi predeterminati di tipo estetico, compositivo
o tecnico. Determinante, in questa impostazione è l'atteggiamento
dell'operatore che deve spogliarsi di qualsiasi ruolo di guida, (sentendosi
anche implicitamente portatore di valori estetici precostituiti):
la sua figura deve essere assolutamente neutra dal punto di vista
del sapere e nello stesso tempo deve saper comunicare un atteggiamento
di piena fiducia e di “servizio” nei confronti degli attori.
All'atteggiamento di valutatore deve sostituirsi quello di incoraggiatore:
l'operatore deve saper comunicare la fiducia nell'operare e nella
persona impegnata nello sforzo della creazione.
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FORNO A GAS PER RAKU ED ALTRE
COTTURE TUTTO IN MATTONI REFRATTARI !!!

Il forno, molto economico sia per il prezzo che
per i costi di esercizio, è adatto a tutti i tipi di cottura a
gas: prime cotture, smalti in ossidazione, raku (utilizzabile
da un operatore singolo in quanto il coperchio si autosostiene);
bucchero o cotture similari (si può inserire un bidone di metallo);
riflessi metallici (riduzioni in raffreddamento, il forno è facilmente
sigillabile per ottenere la riduzione).
Il rivestimento interno è COMPLETAMENTE in mattoni refrattari,:
a differenza dei comuni forni da raku, non viene utilizzata la
fibra ceramica, nemmeno sul coperchio.
QUESTI I VANTAGGI:
- non è tossico (la fibra rilascia sempre del pulviscolo anche
se nuova)
- la coibentazione è molto più duratura, può quindi essere raffeddato
anche molto lentamente; questo consente di cuocere anche pezzi
realizzati in argilla liscia, qindi molto sensibili agli sbalzi
di temperatura.
- la fibra ha una durata limitata nel tempo ed è molto fragile
(si scafisce con un dito).
E' alimentato da una normale bombola di gas liquido.
Il forno è di forma circolare. Il bruciatore è fissato al foro
di entrata con apposito supporto regolabile.
Il forno raggiunge la temperatura di 1200 gradi.
Il forno può anche essere regolato in modo da salire E RAFFREDDARSI
lentamente e quindi eseguire le cotture di pezzi crudi anche molto
delicati.
FORNI
ELETTRICI anche per utenze
domestiche:
monofase, 1300 gradi, a partire da kw 2,6
Per ulteriori informazioni si prega di scrivere a info@corsipandora.it
o telefonare al 3381376675
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